mercoledì 22 febbraio 2012

Tenere per mano una donna che attende la nascita di suo figlio. Sopportarne la stretta, il sudore, sentirne il calore. Accettare con empatia il  momento in cui la stretta si scioglie. Vedere i sorrisi che affiorano gioiosi durante i momenti di rilassamento. Contenere le lacrime che fanno fluire le tensioni e le paure. Fare un passo indietro, fare due passi indietro, fare tutti i passi indietro necessari per meglio osservare la grandezza dei protagonisti della nuova nascita. Questo è il lavoro della duola.

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